La via della sgorbia
Giannino Stoppani Edizioni, 2003
Stanchi delle uniformi bruttezze, dei banali godimenti privi di ricerca e sforzo visivo, perché tutto sta  nel saper vedere, ci si potrebbe tuffare nelle  pagine di  Faeti. Insegnante, prima di tutto. Ostetrico nell’arte del vedere, nella pedagogia dell’arte. Camminando di fianco ad artisti, pedagogisti come Freinet, intellettuali, di quelli antichi e rari, come Leo Longanesi, Faeti  cerca e trova nella tecnica della linoleografia il medium perfetto, il file rouge tra arte e pedagogia, un ossimoro unificante per piccoli dall’intemperanza di selvaggi e disciplina della sgorbia. Un atto, quello che si compie con la sgorbia, che    necessita di responsabilità, controllo della mano, presenza a se stessi. Una cura  per “carciofini sott’odio”,  bambini, ma anche adulti,  ribelli e reazionari, perfidi quanto sagaci. E ce ne sono stati molti, e ne avremmo bisogno ancora, di “carciofini” che hanno fatto uso sapiente di linoleografie  come si può vedere in coda allo scritto  nelle incisioni di una classe del maestro Faeti, belle come quadri espressionisti austriaci del primo Novecento. Un saggio per ricordare che insegnare è un arte, è un  gesto etico ed estetico.