[...] In casa di Antonio Faeti (l’insegnante, pittore-autore del singolarissimo volume Guardare le Figure, Einaudi,Torino 1972) ho visto una serie di grandi dipinti dedicati alle «funzioni» di Proop. Ognuno di essi è un racconto che si svolge su diversi piani e di cui è protagonista un bambino con le sue fantasie, i suoi complessi, lo spessore del suo inconscio, ma anche l’uomo e le sue avventure, e anche il pittore e la sua cultura. Sono tavole dense, popolate di immagini, allusioni, citazioni, che muovono tentacoli verso le stampe popolari come verso il surrealismo. Sono le «carte di Proop» di un artista che ama nelle fiabe un mondo straordinariamente ricco e stupidamente emarginato. Ogni quadro dice molte cose che si potrebbero dire, ma solo con troppe parole, e altre che con le parole non si possono dire.
Gianni Rodari, Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie, Einaudi, 1973 pag.88.
Archivio immagini in preparazione


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